Cultura


(c) Mimmo Jodice - Pompei - 1982

Vorrei citare Fernando Pessoa: ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare? Questa frase sembra scritta per me e descrive bene il mio atteggiamento ricorrente: perdermi a guardare, immaginare, inseguire visioni fuori dalla realtà”
(Mimmo Jodice)

Sabato sono andata allo Spazio Forma a Milano per ammirare l’esposizione di foto in bianco e nero scattate da Mimmo Jodice nel corso degli ultimi 20 anni in tutta Italia, prevalentemente a Napoli (sua città di residenza) e nel meridione. In generale preferisco le  fotografia a colori perché amo le emozioni che riescono a suscitare in me – il mondo è a colori, o no! Tuttavia, la mostra mi  è piaciuta molto per quel senso di movimento che Jodice sa dare alle immagini b/w, quei contorni sfuggevoli, quella capacità di riempire il quadrato delle foto con strutture architettoniche o naturali tratte dal quotidiano. La foto che più di tutte mi è piaciuta è questo particolare di Pompei – esiste anche una versione a colori di questa immagine, ma ammetto che la versione b/w rende meglio il senso di tragedia: tragico l’urlo, tragica la frammentazione del piano immagine, tragica la testimonianza, tragico il color cenere dello scatto. Dal vivo lo stacco fra il nero, il grigio e il bianco è meno netto rispetto all’immagine qui riprodotta, e essendo l’immagine abbastanza grande, l’ “assenza” del personaggio a cui il viso rivolge lo sguardo fuori dal quadrato a sinistra si fa pesante.

Osserva il mondo in un granello di sabbia e il paradiso in un fiore selvaggio. Stringi l’infinito nel palmo della tua mano e racchiudi l’eterno in un’ora di vita (W. Blake)


Il concerto di Michael Bublé del 26 ottobre al Forum è stato eccezionale. Anche questa volta il Michele Nazionale (eh sì, è oramai da un anno che Michael Bublé ha la cittadinanza italiana grazie ai suoi ascendenti italiani!) ci ha deliziato con la suo voce straordinaria, la sua semplicità e sincerità, la sua voglia di dialogare con il pubblico e di trascorrere quasi due ore “Home”. Il concerto è stato ancora più bello grazie alla partecipazione del gruppo Naturally 7 – sette ragazzi di colore che cantano a capella e che riescono a simulare il suono di qualsiasi strumento musicale con la sola voce – incredibile in particolare il batterista. Ammetto che non avevo realizzato che si trattava della band che ha lanciato l’hit dell’estate “Feel it (in the air tonight)” – è stata una mezz’ora appassionante e sono certa che avranno guadagnato un sacco di ammiratori in Italia (sono molto popolari in Germania e nei paesi germanici). Per darvi un idea della loro vocalità, guardate questo filmato ripreso nella metropolitana di Parigi – ci sarei voluta essere!!


One more please!
Inserito originariamente da alexleo13Si quest’anno ce l’ho fatta!!! Sono andata all’Oktoberfest auf der Wies’n!!! Esperienza sui generis – sei circondata da gente che beve, brancola, canta, si accascia sul tavolo, fa amicizia con il vicino di banco e abbandona il Fass sul primo tavolo disponibile, il tutto vestiti con la Lederhose e il Dirndl (strano mi rendo conto solo ora che il capo tipico degli uomini – i pantaloni di pelle con bretelle e ricami montanari – in tedesco è un sostantivo femminile, mentre il vestito delle Fräulein con il grembiule e la scollatura abbondante stretta in un corpino e abbellita da un ciondolo a forma di fiore delle montagne è un sostantivo maschile – anche qui regna un pò di caos!!). Una festa dove non vigono regole (o quasi, dato che siamo pur sempre in Germania!) che ha mantenuto uno spirito tradizionale da festa del paese, anche se ogni anno arrivano circa 7.000.000 di visitatori da tutto il mondo – la birra unisce!! Ein Fass mehr bitte!!!

Michael Bublé – Call Me Irresponsible Tour

Ecco lo ammetto ho un debole per Michel Bublé. Il 26 ottobre sarò in platea al suo concerto a Milano e conosco a memoria tutte le sue canzoni (o quasi). Trovo che sia l’icona dell’uomo di una volta, belloccio, pacioccoso, che con la sua voce profonda e il suo sorriso spontaneo ti fa sentire Donna con la D maiuscola. Il fatto che sia riuscito a rendere moderne arie di altri tempi e che così tanta gente lo ascolti e lo appezzi è segno che c’è ancora spazio per la bella musica, per le melodie che ti trascinano, che ti mettono voglia di ballare in coppia e non soli soletti sulla pista in discoteca. Signori, fatevi avanti, che qui c’è tanta voglia di riscoprire l’emozione di uno sguardo, di un invito a ballare per il puro piacere di farsi guidare al ritmo di jazz e blues.

Paco Padilla

A seguito del mio viaggio in India, ho riscoperto e apprezzato ancora di più l’opera degli artigiani che con le proprie mani e la loro fantasia riescono a creare opere d’arte, più o meno povere che però sanno arricchire ed abbellire le nostre case e i nostri giorni  con un tocco di creatività e colore.

Una mia cara amica ha creato un blog per promuovere e fare conoscere il lavoro di Paco Padilla, ceramista-cantante famoso in Messico:  http://ceramicademexico.wordpress.com/

Vi suggerisco di visitare il sito e anche le mostre dell’artista – trovo che i lavori di ceramica di tutto il mondo siano caratterizzati da simboli, disegni ed ispirazioni comuni, legati alla terra, al lavoro degli uomini e alla natura, a dimostrazione che siamo tutti legati da un filo conduttore, che va oltre la c.d. “globalizzazione”, ma che va ricercato nel profondo legame tra uomo e natura da cui trarre ispirazione, sostegno e nutrimento per l’anima e il corpo.

Buona visita