(c) Mimmo Jodice - Pompei - 1982

Vorrei citare Fernando Pessoa: ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare? Questa frase sembra scritta per me e descrive bene il mio atteggiamento ricorrente: perdermi a guardare, immaginare, inseguire visioni fuori dalla realtà”
(Mimmo Jodice)

Sabato sono andata allo Spazio Forma a Milano per ammirare l’esposizione di foto in bianco e nero scattate da Mimmo Jodice nel corso degli ultimi 20 anni in tutta Italia, prevalentemente a Napoli (sua città di residenza) e nel meridione. In generale preferisco le  fotografia a colori perché amo le emozioni che riescono a suscitare in me – il mondo è a colori, o no! Tuttavia, la mostra mi  è piaciuta molto per quel senso di movimento che Jodice sa dare alle immagini b/w, quei contorni sfuggevoli, quella capacità di riempire il quadrato delle foto con strutture architettoniche o naturali tratte dal quotidiano. La foto che più di tutte mi è piaciuta è questo particolare di Pompei – esiste anche una versione a colori di questa immagine, ma ammetto che la versione b/w rende meglio il senso di tragedia: tragico l’urlo, tragica la frammentazione del piano immagine, tragica la testimonianza, tragico il color cenere dello scatto. Dal vivo lo stacco fra il nero, il grigio e il bianco è meno netto rispetto all’immagine qui riprodotta, e essendo l’immagine abbastanza grande, l’ “assenza” del personaggio a cui il viso rivolge lo sguardo fuori dal quadrato a sinistra si fa pesante.