Non sembro una velista attempata?

Nuvole, vento, pioggia notturna e pomeridiana, un motore in avaria e uno skipper un pò scorbutico potrebbero fare pensare che il week end del 2 giugno sia stato un inferno – e invece no!! Il catamarano con la sua ampia dinette e il suo improvvisato “giardino d’inverno” protetto è stato la nostra salvezza. Tra contadini ammazzati, lupi mannari affamati e veggenti accecati, ci siamo concessi collazioni assonnate, canzoni intonate, affettati ed insalate nonché simpatiche chiacchierate.

 

 

Avete presente il libro “La Storia Infinita (Die Unendliche Geschichte)” di Michael Ende apparso negli anni ‘80 e di cui è stato anche tratto un film fantasy di discreto successo (anche perché la colonna sonora era degli A-HA)? Bene. Vi ricordate il cattivo della storia rappresentato da “il Nulla” che avanzava e inghiottiva tutto il regno fantastico alimentato dalla mancanza di sogni dei bambini terrestri? Bene. Allora immaginatevi una sera di novembre a Milano, ore 22:00, la prima nebbia autunnale avvolge il centro città, siete in piedi all’incrocio Via Mazzini – Via Torino e vi rivolgete a Piazza Duomo – cosa vede? Nulla. Il Nulla ha cancellato il Duomo! Non c’è più, scomparso, discioltosi nella coltre grigia e impenetrabile del Nulla nebbioso – questo è il quadro angosciante che mi si è presentato ieri all’uscita dal lavoro – non ho nemmeno potuto fotografarlo, perché non c’era Nulla da vedere, la pellicola non rimaneva impressa da Nulla. Vi risparmio le considerazioni filosofico-esistenziali che mi hanno assalito, ma vorrei concludere con questo pensiero semplice: ma quanto è riposante il Nulla? Nulla da vedere; Nulla da sentire; Nulla da provare; Nulla.

(c) Mimmo Jodice - Pompei - 1982

Vorrei citare Fernando Pessoa: ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare? Questa frase sembra scritta per me e descrive bene il mio atteggiamento ricorrente: perdermi a guardare, immaginare, inseguire visioni fuori dalla realtà”
(Mimmo Jodice)

Sabato sono andata allo Spazio Forma a Milano per ammirare l’esposizione di foto in bianco e nero scattate da Mimmo Jodice nel corso degli ultimi 20 anni in tutta Italia, prevalentemente a Napoli (sua città di residenza) e nel meridione. In generale preferisco le  fotografia a colori perché amo le emozioni che riescono a suscitare in me – il mondo è a colori, o no! Tuttavia, la mostra mi  è piaciuta molto per quel senso di movimento che Jodice sa dare alle immagini b/w, quei contorni sfuggevoli, quella capacità di riempire il quadrato delle foto con strutture architettoniche o naturali tratte dal quotidiano. La foto che più di tutte mi è piaciuta è questo particolare di Pompei – esiste anche una versione a colori di questa immagine, ma ammetto che la versione b/w rende meglio il senso di tragedia: tragico l’urlo, tragica la frammentazione del piano immagine, tragica la testimonianza, tragico il color cenere dello scatto. Dal vivo lo stacco fra il nero, il grigio e il bianco è meno netto rispetto all’immagine qui riprodotta, e essendo l’immagine abbastanza grande, l’ “assenza” del personaggio a cui il viso rivolge lo sguardo fuori dal quadrato a sinistra si fa pesante.

Osserva il mondo in un granello di sabbia e il paradiso in un fiore selvaggio. Stringi l’infinito nel palmo della tua mano e racchiudi l’eterno in un’ora di vita (W. Blake)

Ieri sera ho portato alcuni miei scatti al corso di fotografia che sto frequentando per sentire i commenti e i suggerimenti dei miei compagni e del prof. mentre buona parte delle mie foto naturalistiche hanno lasciato indifferente la platea, alcuni scatti presi al mercatino dell’antiquariato di Arezzo e all’Oktoberfest hanno risvegliato la vena critico-costruttiva del prof che mi ha dato alcuni ottimi consigli su come inserire una “storia” nelle foto anche solo con qualche particolare in più o in meno compreso nel riquadro dell’immagine.

L’unico scatto che è riuscito a strappare un commento positivo è stata questa immagine del Sony Center di Berlino. Il prof non si è spinto a dire che era bella, ma ha apprezzato la composizione sottolineando che ero riuscita a fare entrare nel rettangolo della foto altre forme geometriche in modo armonioso.

A voi l’ardua sentenza (le altre foto visualizzate al corso le potete trovare su Flickr). Io continuerò, in ogni caso, a scattare fiori, farfalle e paesaggio toscani e forse manderò il tutto alla rivista Nature – certo è che non vincerò il Pulitzer per il miglior scatto in zone di guerra!!!

Berlino_Sony center


Il concerto di Michael Bublé del 26 ottobre al Forum è stato eccezionale. Anche questa volta il Michele Nazionale (eh sì, è oramai da un anno che Michael Bublé ha la cittadinanza italiana grazie ai suoi ascendenti italiani!) ci ha deliziato con la suo voce straordinaria, la sua semplicità e sincerità, la sua voglia di dialogare con il pubblico e di trascorrere quasi due ore “Home”. Il concerto è stato ancora più bello grazie alla partecipazione del gruppo Naturally 7 – sette ragazzi di colore che cantano a capella e che riescono a simulare il suono di qualsiasi strumento musicale con la sola voce – incredibile in particolare il batterista. Ammetto che non avevo realizzato che si trattava della band che ha lanciato l’hit dell’estate “Feel it (in the air tonight)” – è stata una mezz’ora appassionante e sono certa che avranno guadagnato un sacco di ammiratori in Italia (sono molto popolari in Germania e nei paesi germanici). Per darvi un idea della loro vocalità, guardate questo filmato ripreso nella metropolitana di Parigi – ci sarei voluta essere!!


Bergolo

In una bella domenica di autunno abbiamo sfidato il primo freddo pungente e ci siamo diretti ad Alba per la sagra del tartufo. Per evitare la calca ci siamo diretti a Bergolo (CN) lungo colline colorate di autunno e ci siamo fermati al ristorante ‘l Bunet. Forse quattro ore seduti a tavola è un pò lungo per un pranzo, ma ne è valsa la pena – cestino di sfoglia ripieno di zucca, melanzane e lardo artigianale con fonduta, mezzelune verdi ripiene al serass del fen, arrotolato di coniglio al timo, un carrello di formaggi sublime e una mousse di nocciola e cioccolato fuso, il tutto annaffiato da due bottiglie di Barolo, ci hanno fatto scordare il tartufo – tanto sembra fosse ancora troppo presto – dovremo tornare a novembre quando arriveranno i tartufi migliori; allora sì che ci fermeremo ad Alba per un pranzo profumato e un giro in città.

Giapeto - luna di Saturno Saturno Saturno (c) Nasa

Oggi ho viaggiato per qualche minuto oltre l’atmosfera della Terra, oltre la Luna, ho attraversato la cintura degli asteroidi del nostro sistema solare e sono arrivata vicino Saturno….pazzia? dipendenza da Star Trek? Nulla di tutto ciò – ho semplicemente ammirato le fotografie di Saturno e dei suoi satelliti scattate dalla sonda Cassini – Huygens in questi giorni. Non ricordo più quale filosofo diceva che se non consoci o non sai dell’esistenza di certe cose (persino delle persone), allora queste non esistono – teoria folle che riduce l’intero universo ad un nulla a confronto del piccolo mondo quotidiano di ciascuno di noi – però il fatto che lì fuori ci sia una sonda piccola piccola, partita nel 1997 dalla nostra madre terra che continua a mandarci scatti di un pianeta molto distante, rende questo gigante dello spazio estremamente reale e concreto, tanto da riempire e schiacciare il mio piccolo mondo quotidiano – guardate queste foto; non sono bellissime? Anche questo è viaggiare – buon volo!


Incredibile!!! Ho ripreso questo filmato il 30 Settembre nel Englischer Garten di Monaco di Baviera – basta un’onda anomala su un fiume per attirare gli appassionati di surf. Come direbbe Asterix “Ils sont fous ces allemands!!”

Pagina Successiva »